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30 agosto 2007


Federalimo e Costi: nuova risposta da lanuovastagione.it

 Caro amico, il tema che tocchi è dei più attuali, e, come sai, ha animato anche i più recenti dibattiti all'interno delle forze politiche di centro sinistra, conducendo alla predisposizione di un disegno di legge che prevede una revisione in termini contenitivi del numero dei soggetti che attualmente compongono il sistema delle autonomie locali, oltre che un ripensamento dei meccanismi elettivi e retributivi degli organismi rappresentativi attualmente presenti. Si tratta di iniziative che si iscrivono all'interno del più ampio e complesso processo di realizzazione del federalismo amministrativo e fiscale, che richiedono gradualità ed un grandissimo impegno in termini di coordinamento, al fine di produrre conseguenze efficaci, condivise e pertanto durature.La strada da percorrere è ancora lunga, ma la direzione in cui muoversi è oramai chiara e dovrà essere perseguita facendo il più possibile convergere il lavoro di tutti i soggetti interessati (Stato, regioni, autonomie locali e conferenze di raccordo), affinchè i significativi passi avanti compiuti negli ultimi mesi possano essere ulteriormente sviluppati.
Un cordiale saluto, e buon lavoro.
Il Comitato nazionale lanuovastagione.it.




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27 agosto 2007


Federalismo e Comuni, la risposta dal Comitato Veltroni

 Il tema del federalismo è sicuramente legato alla riduzione della  frammentazione istituzionale che caratterizza oggi il nostro paese. Il  Partito Democratico nasce con l'ambizione di portare a compimento il processo di decentramento amministrativo e attuare il federalismo fiscale, ma senza che questo comporti una ulteriore moltiplicazione dei centri di potere o un nuovo centralismo regionale. Quello di cuiabbiamo bisogno è una architettura istituzionale che valorizzi la capacità di risposta dei territori ma al contempo salvaguardi i principi di unità dello Stato attraverso adeguati meccanismi di redistribuzione delle risorse tra i territori. D'altra parte, esistono già nel nostro ordinamento strumenti che permettono ai comuni di associarsi nella gestione delle prestazioni assistenziali per esempio. Si tratta allora di rafforzare la tendenza alla ricomposizione istituzionale. In questo modo non solo ne beneficerà il cittadino in termini di servizi ma anche, come dice giustamente lei, si potrà contribuire a ridurre i costi della politica.

Contiamo nel suo sostegno e in quello di quanti vogliono una nuova politica in grado di governare davvero questo paese.

Cordiali saluti

Comitato nazionale Walter Veltroni




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27 agosto 2007


meno tasse e più equità

Un numero ridotto di Comuni con più poteri potrebbe anche sgravare in parte i cittadini dalla pressione fiscale. I paramentri con cui valutare gli enti locali dovrebbero infatti sempre più spostarsi verso la capacità di autofinanziare i priopri servizi con la tassazione che agisce sul territorio. Ma lasciando loro una parte cospiqua del prelievo fiscale. Questo comporterebbe un maggior controllo dell'uso delle risorse da parte dei cittadini poichè il Comune, come ente prossimo, è quello su cui agisce un maggior controllo democratico.




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20 agosto 2007


il federalismo, i comuni e i costi della politica

Uno dei temi che dovrebbero trovare spazio nel dibattito del Partito Democratico è quello del ripensamento dei Comuni italiani, nodo fondamentale di un effettivo federalismo.

Il PD dovrebbe farsi carico di una seria iniziativa che favorisca in tempi "rapidi" l'aggregazione dei Comuni.
Comuni sotto i 30.000 abitanti rappresentano un effettivo livello di spreco ma anche un serio rischio democratico perchè più ristretta è la platea dei rappresentati più forti sono i rischi di incrocia fra interessi generali e particolari.

Non solo, ma associati a seri processi di decentramento territoriale dei servizi, affiancati dall'uso della tecnologia, forme di aggregazione ridarebbero dignità alla politica come luogo alto di rappresentanza, anche a livello locale, evitando la figura dell'assessore che è anche ideatore delle iniziative, esecutore, prepara la sala, aggiusta il marciapiede ...

Gli effettivi risparmi potrebbero anche riqualificare invece le indennità di quegli amministratori locali che non vengono mai menzionati nei reportage sui "costi della politica" perchè percepiscono cifre irrilevanti se rapportate alle responsabilità che si assumono.

Ina riduzione non tante dei Comuni in senso nominale, quanto dei Sindaci e delle Giunte potrebbe poi renderli i veri protagonisti di un reale federalismo che non attivi invece un nuovo centralismo regionale.
il livello di controllo popolare sugli investimenti effettuati a livello regionale è forse tra i più bassi.

Al contrario i Sindaci rispondono in maniera diretta ai propri rappresentati.

Inoltre questo consentirebbe, in ambito di federalismo fiscale, di completare la riforma iniziata sui trasferimenti lasciando ai comuni una percentuale data (con tutti i margini di compensazione solidale tra aree più o meno svantaggiate) e ripensando quindi le norme sul contenimento della spesa che da anni premiamo chi ha prodotto sprechi, e ha quindi margini di correzione sul passato, e penalizzano chi già aveva stretto la corda.

Inoltre questo consentirebbe, in ambito di federalismo fiscale, di completare la riforma inizuiata sui trasferimenti lasciando ai comuni una percentuale data (con tutti i margini di compensazione solidale tra aree più o meno svantaggiate) e ripensando quindi le norme sul contenimento della spesa che da anni premiamo chi ha prodotto sprechi, e ha quindi margini di correzione sul passato, e penalizzano chi già aveva stretto la corda.




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