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ForumDemocratico [ un Forum permanente per il Partito Democratico ]
 



21 luglio 2006


Nel forum si discute di contenuti, con tutti.

E' positivo che il Forum e il documento che lo sostiene abbia avuto tanta attenzione in questi giorni. Ben lungi da essere uno strumento contro i partiti o di antipolitica è invece l'occasione per discutere liberamente nel merito della nuova forza, con tutti, chi è nei partiti e chi nei partiti non c'è. Per questo invitiamo calorosamente Patrizia Toia a dire la sua nel merito e ad essere nostra ospite.




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20 luglio 2006


Il Forum è aperto

Un primo bilancio dell'iniziativa di lancio del Forum permanente per il partito Democratico non può che essere decisamente positivo. Molte più persone di quante si potevano prevedere alle 18 del 18 luglio in una Milano caldissima che quantomeno scongiura la "fusione a freddo". Buona attenzione dei "media tradizionali" e adesione di Filippo Penati, Fabio Terragni, Alberto Mattioli, Antonio Panzeri e Onorio Rosati. La discussione è stata seria e vivace. Nella seconda parte, dopo gli interventi delle associazioni promotrici, abbiamo chiesto ai relatori di lasciare uno spunto da discutere nel forum, sia online che dal vivo nei prossimi appuntamenti. Terragni invita a riflettere sul tema delle identità, Mattioli su quello de valori e sulle questioni etiche, Panzeri sulla forma partito e sull'innovazione necessaria, Rosati sul tema del lavoro e sulla sua concezione nel mondo che cambia, infine Penati ha proposto di riprendere l'iniziativa del forum con un nuovo appuntamento a settembre ed una campagna sulla legge elettorale che va cambiata nella direzione di un recupero del maggioritario e di una rappresentanza dei territori.

Proposte che raccogliamo e facciamo nostre anche con l'obiettivo di strutturare meglio in settembre anche la nostra presenza in rete.



Nel frattempo se volete essere informati delle prossime iniziative mandate una mail a forumdemocratico@tiscali.it




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20 luglio 2006


Ecco i primi firmatari del documento di avvio del Forum Democratico

Alessandro Alfieri, Alessandro Villa, Amos Martinelli, Antonio Misiani, Arabella Caporello, Bruno De Mori, Carlo Cerami, Carmine Pacente, Chiara Bonfanti, Daniele Bignami, Dimitri Melli, Domenico Palladino, Luigi Duse, Emiliano Cacioppo, Ettore Martinelli, Eugenio Dechiara, Fabio Tambone, Filippo De Caterina, Filippo Giordano, Massimiliano Fontana, Francesco Castellaneta, Francesco Cavalli, Francesco Laforgia, Gabriele Messina, Giuseppe Civati, Luca La Camera, Luciano Fasano, Marco Campione, Marco Leonardi, Matteo Mapelli, Matteo Mauri, Matteo Rossi, Mattia Granata, Maurizio Calello, Maurizio Cavazzan, Maurizio Martina, Massimiliano Mele, Nino Cartosio, Nunzio Mastrolia, Paolo Di Risio, Pierfrancesco Majorino, Pierfrancesco Maran, Roberto Rampi, Salvatore Loschiavo, Sergio Fiorini, Simone Dragone, Stefano Chiarlone, Stefano Gaviglio, Stefano Malorgio, Vinicio Peluffo, Vito Mancini.




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15 luglio 2006


Verso una forza politica nuova

Per rilanciare la crescita del Paese e renderlo protagonista della nuova fase dell’integrazione europea occorre una forza radicata nella società, capace di dare una nuova direzione di marcia risolvendo il problema storico italiano dell’assenza di un soggetto politico progressista di massa, che presenti una forma innovativa e rispettosa delle peculiarità della nostra storia politica e culturale e delle nostre caratteristiche e normative. In questo senso deve verificarsi la possibilità di dare forma politica organizzata e permanente ad un’esperienza politica nuova, che possa partire dall’Ulivo ed aprirsi, a tutte le forze politiche e associative e ai singoli cittadini che ne condividano obiettivi, valori, contenuti, che sia non l’orizzonte tattico degli “ex” che si alleano, ma l’orizzonte di senso del futuro della politica italiana ed europea. Far nascere la prima forza politica del Paese per dimensioni e peso politico, che dia al centrosinistra guida e stabilità, e che contribuisca a riorganizzare il panorama dei partiti europei dando loro una dimensione reale e coesa. Una forza che sappia parlare e coinvolgere anche i molti che oggi ai partiti non aderiscono. Il processo non può e non deve limitarsi alla fusione delle realtà esistenti sul piano nazionale. Occorre partire dalle grandi culture che hanno caratterizzato la storia del Paese: cristiano sociale, socialista e liberale. Per fare questo occorre una discussione ampia e aperta sul merito e sui contenuti ideali e valoriali, che permetta di superare i molti luoghi comuni dietro cui ancora ci si trincera. Questa esigenza è sentita in maniera ancor più forte nel nord del Paese. Nostro compito è caratterizzare questo progetto attraverso un percorso realmente democratico, aperto che sappia interpretare ed esprimere caratteristiche, bisogni e peculiarità del Paese, che provi a radicarsi, a diventare forza di popolo, davvero aperta a discussioni, ragionamenti, scelte democratiche. Includere in questo percorso un processo federativo, a forte dimensione regionale basato su precise richieste e risposte che leghino il percorso locale a quello nazionale. Studiare una nuova proposta in grado di ridisegnare le politiche socioeconomiche dell’Italia, così vaste e complesse, significa creare un nuovo modello per il Paese e un formidabile volano per una vera, nuova e pragmatica forza politica. Su queste basi questo nuovo soggetto politico dovrebbe puntare con chiarezza a divenire il principale e più credibile interlocutore per i settori produttivi anche del nord e conquistare al centrosinistra consensi nuovi. Perchè tutto questo abbia la forza occorre anche un rinnovamento dei gruppi dirigenti, che dovranno necessariamente contenere la dimensione della novità. Il nodo da affrontare è quello del il processo di rappresentanza. C'è oggi nel Paese una crisi di rappresentanza data anche dalla postmoderna comprensione che non ci sono idee di mondo vere e valide per tutti in ogni spazio e luogo. Le attuali forze politiche, anche laddove dimostrano tenuta organizzativa e di consenso, si devono porre il problema della rappresentanza. In questo processo devono essere coinvolti pienamente gli iscritti ai Ds e alla Margherita, non precludendosi l’adesione di anche altre formazioni politiche, ma occorre coinvolgere anche gli elettori direttamente, con percorsi partecipativi non plebiscitari ma regolamentati, che sappiano trarre tutti gli insegnamenti positivi dall’esperienza delle Primarie che ha positivamente sorpreso anche le forze politiche stesse. Occorre creare canali nuovi di rappresentanza e il territorio è uno dei nodi cruciale, se si vuole una forza nuova e realmente radicata deve fare proprie tutte le rappresentanze territoriali diffuse. Nel programma politico di questa forza deve ritrovare casa anche il federalismo, un federalismo che superi l'idea di Nazione ottocentesca e che si innesti con forza nella costruzione europea. Una spinta decisiva verso un'Europa federale che lungi dall'essere un superstato mastodontico e vecchio stile possa essere efficace e vicina ai cittadini. Una forza politica unitaria deve poi fare chiarezza e dare risposta al bisogno di coniugare da una parte la giustizia sociale con lo sviluppo dei diritti civili, la tutela dei più deboli e una reale scommessa sui più giovani, il superamento dell’attuale, pesante, precarietà con necessario dinamismo della flessibilità, un nuovo e più esteso welfare con gli strumenti di contenimento e copertura della spesa, dall’altra la libera iniziativa individuale, la concorrenza, la competitività, la libertà d’impresa, la valorizzazione dei talenti. Occorre in sostanza assumere appieno la sfida del nuovo, traendo insegnamento dalle tante occasioni di sorpresa che gli elettori hanno riservato in questi anni ai gruppi dirigenti, dai numeri delle primarie ai voti di preferenza, dalle scelte amministrative e territoriali al sostegno a tutti i processi unitari. Nel concreto occorre dare vita ad organismi unitari provvisori. Organismi ampi e tematici che aprano il confronto sui temi dell’economia, del lavoro, dell’organizzazione dello stato e dei nuovi bisogni. La giusta considerazione dei tempi è uno degli elementi dirimenti perché il progetto possa decollare o naufragare. Proponiamo di continuare il confronto in luoghi “non separati”: tra Ds e Margherita, tra partiti e associazioni, tra identità di gruppo e singoli; riteniamo fondamentale, in questo momento, una discussione libera, approfondita e appassionata che stimoli, coinvolga e renda partecipi. Lo strumento più adatto ci sembra quello di un FORUM permanente che, partendo dal sito http://ForumDemocratico.ilcannocchiale.it sappia suscitare dibattito, promuovere momenti seminariali, iniziative pubbliche tematiche, incontri e dibattiti aperti al contributo di tutti.




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13 luglio 2006


il 18 luglio inizia il confronto




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